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Dietro ogni avvenimento e sentita emozione si nasconde una grande storia. Queste storie spesso sfuggono e continuano ad aleggiare nel buio di una sala: andrebbero registrate, espresse e raccontate per rendere possibile, come per magia, rivivere attraverso altri mezzi ciò che è accaduto e ciò che si è provato. Ma non si tratta solo di documentare e guardare al passato: fondamentale diventa indagare il presente, commentarlo e realizzarlo, coinvolgendo chi si affaccia al teatro e all’attività di AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrale.

Per questo nasce ABRACADAMATuno spazio on-line dove il teatro marchigiano si racconta attraverso commenti, approfondimenti, interviste, video, foto e audio; uno spazio interattivo su cui scrivere come fosse una sorta di diario pop-up, magico alla sua apertura; uno spazio virtuale che registra pensieri, immagini e accadimenti facendoli permanere nel tempo.

Curato da Carlotta Tringali, redattrice della webzine di critica teatrale Il Tamburo di Kattrin, ABRACADAMAT diventa così lo spazio del dopo scena, del post-avvenimento, della ri-costruzione di ciò che è effettivamente avvenuto – non esclusivamente sul palco, ma anche tra i banchi di scuola, all’interno di Musei, gallerie d’arte o storici anfiteatri – e che si trasforma in ricordo. Ma è anche una finestra temporale e un modo per conoscere meglio i progetti, gli spettacoli, i protagonisti, i laboratori, le residenze e la platea di AMAT. È uno spazio dinamico in cui i ragazzi del progetto Scuola di Platea possono interagire e hanno la possibilità di esprimere le proprie sensazioni o semplicemente trovare sguardi altri che diano nuove letture e facciano nascere scambi di idee e opinioni.

ABRACADAMAT prende vita per fermare dei frammenti vissuti, altrimenti perduti nella frenesia quotidiana. Per documentare la residenza di un artista che sta cercando il modo migliore per esprimersi, per riportare gli entusiasmi dei giovanissimi che incontrano una compagnia dopo lo spettacolo o per conoscere il metodo di lavoro di coloro che guidano i laboratori. Per rendere permanente “la gioia effimera di una sera” data da un singolo appuntamento in teatro, passando attraverso dei mezzi di comunicazione che lascino una traccia tangibile, un’affermazione di esistenza.

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