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Civitanova Danza 2017: intervista a Roberto Casarotto

Civitanova Danza 2017: intervista a Roberto Casarotto

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In occasione della XXIV edizione di Civitanova Danza abbiamo chiesto ai protagonisti del festival di svelarci alcune curiosità sugli spettacoli che presentano a Civitanova Marche. Attraverso piccole e brevi interviste ci suggeriscono che cosa dobbiamo aspettarci e ci stimolano ad aprire il nostro sguardo.
Pubblichiamo l’intervista rivolta a Roberto Casarotto, direttore artistico del Balletto di Roma che debutta sabato 15 luglio alle ore 21.30 al Teatro Rossini con BOLERO/TRIP-TIC un trittico coreografico nel quale la compagnia dà voce a tre artiste italiane attive sulla scena contemporanea internazionale: Giorgia Nardin, Chiara Frigo, Francesca Pennini. Uno spettacolo in tre atti, con coreografie differenti legate a un tema, quello di musiche che rimandano allo straordinario periodo d’innovazione e fermento artistico che accompagnò l’ascesa dei Balletti Russi in Europa. Giorgia Nardin, performer e coreografa indipendente, si confronta con L’Après-midi d’un Faune su musica di Claude Debussy; ancora Debussy per la coreografa Chiara Frigo, che sperimenta un lavoro ispirato al tema delle migrazioni sulle note della Suite Bergamasque; Francesca Pennini, coreografa e fondatrice della compagnia CollettivO CineticO, crea un nuovo Bolero sulle note celebri di Maurice Ravel. 

Intervista a Roberto Casarotto direttore artistico del Balletto di Roma per
BOLERO/TRIP-TIC
[sabato 15 luglio alle ore 21.30 al Teatro Rossini di Civitanova Marche]

Roberto Casarotto

Tre coreografe per un unico trittico: ci indichi una frase per ognuna di queste artiste che possa racchiudere il motivo per cui sono state scelte per questo progetto e che cosa caratterizza la loro coreografia.
Collaboro con tutte le tre coreografe da anni, le ho viste crescere e definire la loro impronta digitale artistica attraversando diversi contesti creativi e geografici, in progettualità europee e nei diversi palcoscenici del mondo. Sono persone che stimo e con cui posso avere un profondo scambio di valori artistici e umani.
Giorgia Nardin ha un tocco raffinato e incisivo, invita a osservare la potenza dei macro e micro movimenti del corpo, la pulsazione nel movimento, la sonorità del corpo in scena, in un costante e fluttuante passaggio di identità attraverso i generi.
Chiara Frigo riesce a tradurre un vissuto interiore, una specifica esperienza personale in esperienza collettiva, capace di comunicare in modo universale, invitando a evocare diverse e varie suggestioni.
Francesca Pennini è capace di costruire degli immaginari sorprendenti e originali, collega riferimenti al quotidiano e immagini del presente ai temi più complessi e articolati, con un consolidato approccio cinetico.

Il titolo dello spettacolo sembra indicarci una sorta di “viaggio”: tre aggettivi che lo descrivano?
Onirico, originale, dinamico

Dalla parte dello spettatore: perché vedere Bolero Trip/Tic?
Per esporsi e sentirsi invitati in un viaggio tra presente e passato, capace di collegare suggestioni e immaginari mitologici al quotidiano, accompagnati da capolavori della musica, guidati da dieci straordinari danzatori nelle creazioni originali di tre artiste italiane.

Qual è il fil rouge che lega queste tre atti?
In questo programma ci sono più fil rouge: tre coreografe, tre coreografe italiane, i brani musicali appartenenti a una stessa epoca e creati da autori che erano in dialogo con il mondo della danza coevo, la presenza di un gruppo di stessi danzatori in tutti i lavori, un invito a collegare il presente con ciò che in alcuni contesti è definito classico.

Cosa significa per i danzatori del Balletto di Roma confrontarsi con queste tre coreografe?
Per i danzatori del Balletto di Roma l’incontro con le tre coreografe, i loro team e con i loro specifici approcci, è parte del percorso di crescita artistica tracciato e finalizzato a renderli artisticamente consapevoli, versatili e preparati a confrontarsi con più linguaggi coreografici e modalità di abitare lo spazio scenico. Significa esporsi a modalità di composizione coreografica in cui sono sempre più invitati a proporre e creare, a ricercare e condividere. Significa prepararsi a incontrare il pubblico, consapevoli del valore della comunicazione e chiarezza del dialogo non verbale che instaurano nelle diverse circostanze in cui danzano.

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