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Civitanova Danza 2017: intervista a Tero Saarinen

Civitanova Danza 2017: intervista a Tero Saarinen

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In occasione della XXIV edizione di Civitanova Danza abbiamo chiesto ai protagonisti del festival di svelarci alcune curiosità sugli spettacoli che presentano a Civitanova Marche. Attraverso piccole e brevi interviste ci suggeriscono che cosa dobbiamo aspettarci e ci stimolano ad aprire il nostro sguardo.
Pubblichiamo l’intervista rivolta a Tero Saarinen coreografo di Morphed – spettacolo in prima ed esclusiva italiana – in scena venerdì 4 agosto al Teatro Rossini per l’appuntamento con La Notte della Stella.

In Morphed un gruppo di sette ballerini, che traboccano forza ed energia mascolina, si immergono in temi vari, come il cambiamento e la sensualità. La coreografia di Tero Saarinen spazia dall’aggressività brutale alla leggerezza e al minimalismo, proprio come le musiche del compositore Esa-Pekka Salonen. Le scene e le luci sono curate da Mikki Kunttu, premiato con un Bessie award e storico collaboratore del coreografo, i costumi sono firmati da Teemu Muurimäki. 

Intervista a Tero Saarinen coreografo di
MORPHED
[venerdì 4 agosto alle ore 21.30 al Teatro Rossini di Civitanova Marche]

Può descrivere lo spettacolo Morphed utilizzando tre parole o immagini?

Visivo, emotivo, virtuosistico.

Perché ha scelto solo danzatori uomini per questo lavoro?

Avendo passato più di 30 anni sul palcoscenico, ho sentito la necessità di mettere insieme uomini di età differenti e con diverse formazioni di danza. Uno degli obiettivi era di scambiarci informazioni tra tutti noi e l’altra di accrescere e arricchire l’idea di un uomo danzante. Sono orgoglioso di aver creato questo gruppo di sette superbi danzatori. Con alcuni di loro avevo già lavorato mentre altri li avevo visti solamente sulla scena. Quando scelgo i danzatori per i miei lavori mi affido sempre alla mia intuizione. Per Morphed stavo cercando uomini dalle capacità tecniche differenti e con spiccate specificità. Mi piace che i miei danzatori abbiano individualità forti e che si pongano su un livello di sfida con me.

Come si intreccia la musica di Esa-Pekka Salonen con i movimenti dei danzatori e con il minimalismo della scenografia?

Ho sempre desiderato creare delle coreografie per le composizioni di Esa-Pekka Salonen. Quando stavo cercando la musica per questo nuovo lavoro, ho rovistato tra tutte le sue numerose tracce musicali in attesa sulla mia scrivania e ho scelto le composizioni Concert etude for solo horn (2000), Foreign Bodies (2001) and Violin Concerto (2009). Ciò che mi ha ispirato in queste tracce, a parte la loro qualità cinetica, è stato il modo in cui la musica cambia repentinamente dalla aggressività brutale alla estrema sensibilità. Mi piacciono questi estremismi e i termini contraddittori nella sua musica; mi piace anche il fatto che mentre Esa-Pekka stava componendo Foreign Bodies si sia immaginato una specie di “scena di balletto” e questo è quasi un dono per un coreografo. Quindi è stata la musica di Salonen che mi ha stimolato e fornito la scintilla iniziale e multidimensionale per trattare le molteplici emozioni e il virtuosismo propri di un uomo danzante. La scenografia serve come elemento di bilanciamento e contrapposizione per tutti i colori e i cambiamenti d’umore che esistono nella partitura musicale.

Si è ispirato a fonti letterarie per la creazione di Morphed?

Non questa volta.

Cosa vuole dire al pubblico prima della visione dello spettacolo?

Sono contento di tornare a Civitanova Danza e al Teatro Rossini. Sono molto emozionato nel presentare Morphed al pubblico italiano per la prima volta. Buona visione!

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