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Coimbra 2017: l’esperienza degli studenti di Fermo in Portogallo

Coimbra 2017: l’esperienza degli studenti di Fermo in Portogallo

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Dopo le felici esperienze degli scorsi anni, dal 3 al 9 settembre 2017 AMAT ha preso parte a un nuovo progetto europeo – finanziato nel programma Erasmus+ – e ha accompagnato un nuovo gruppo di giovanissimi a Coimbra, in Portogallo, per lo scambio internazionale “Bando à Parte III” nell’ambito del programma Youth in Action, assieme ai partner irlandesi di Tallaght Community Arts Dublin e allo stesso Portogallo capofila del progetto con O Teatrão.
Un gruppo di studenti di alcuni istituti superiori di Fermo – Valentina Daluiso, Ilaria Ferretti, Simone Giano, Martina Paci, Matteo Pasquali, Maria Chiara Rossi, Alessia Scoccia tra i 17 ai 19 anni –, accompagnati dal regista Lorenzo Bastianelli e la sua giovane assistente Xhovana Lala, sono stati protagonisti di una settimana intensa trascorsa tra riflessioni, esercizi teatrali, discussioni, approfondimenti, ma anche giochi, reciproca conoscenza e sorprese, in un vero e proprio scambio interculturale.

L’argomento principale dello scambio era volto agli “arrivi e partenze” dei giovani: in un momento delicato e cruciale come l’adolescenza, i ragazzi sono portati a decidere e scegliere quale futuro li aspetta, a raccogliere le sfide che si presentano loro davanti. Per questo le attività erano volte all’approfondimento del rischio, del fallimento, del tentativo e del non aver paura di mettersi in gioco e avere fiducia in se stessi e negli altri. Dopo i primi giorni rivolti più alla conoscenza reciproca e a spunti di riflessione offerti dall’incontro con alcune realtà incubatrici di progetti (come IPN), gli studenti sono stati divisi in 3 gruppi per sviluppare dei brevi progetti teatrali che sono stati poi presentati l’ultimo giorno al pubblico portoghese.

Di seguito le impressioni degli studenti di Fermo che hanno preso parte al progetto.

Sono passati esattamente 42 giorni dal nostro rientro in Italia. Da 42 giorni esatti Coimbra, con i suoi colori, le sue melodie, i suoi tramonti, appartengono ai miei ricordi più belli. Coimbra con i volti  stupiti, le espressioni impaurite e felici, con i sorrisi, con le lacrime delle persone che ho conosciuto, rimarranno per sempre intatti nel mio cuore. Se dovessi definire con una parola la nostra esperienza in Portogallo, utilizzerei: emozione. Una splendida emozione, un brivido forte che percorre tutto il corpo, una scarica di adrenalina, ecco il nostro viaggio. I viaggi imparano essenzialmente ad amare la vita abbracciando le vite degli altri, guardando il mondo attraverso i loro occhi, provando quella cosa che chiamano “empatia”. Per 8 giorni esatti ho avuto l’impressione di essere fuori dal mondo, ho dimenticato la quotidianità, la monotonia dei ritmi giornalieri. Sensazione unica, immergersi nelle storie di tante persone diverse ed incrociare i loro sguardi. Il teatro ci ha permesso di navigare in un oceano di cose nuove, abbiamo unito i nostri mondi, condiviso i nostri piccoli spazi per un po’. Questo è tutto ciò che penso, ed è una storia che ho voglia di raccontare! Alessia Scoccia

La settimana passata a Coimbra è stata all’insegna dell’inaspettato. Le mie previsioni erano di partecipare ad un progetto principalmente incentrato sul teatro che invece si è rivelato avere una forte impronta sociale; pensavo di riuscire a cavarmela con l’inglese e invece parlare con i ragazzi irlandesi è stata una sfida, un mettermi duramente alla prova; non ero mai stata in un ostello e anche in questo caso sono stati richiesti sacrifici non previsti. Ma ora, passate settimane, ricordo con nostalgia la convivenza e la condivisione degli spazi quotidiani; capisco l’importanza del linguaggio non verbale per comunicare un messaggio a persone che non parlano la propria lingua e mi commuovo ricordando i ragazzi portoghesi con alle spalle duri problemi familiari e una sensibilità unica. Spero davvero che il teatro,come in questo caso, possa aiutare chi è in difficoltà e che possa migliorare e stupire chi, come me, non si aspettava l’immenso pullulare di emozioni emerso durante la settimana. Martina Paci

L’esperienza teatrale svoltasi dal 3 al 9 settembre scorso, è stata per me (e probabilmente anche per gli altri ragazzi che l’hanno vissuta insieme a me) una di quelle esperienze che ti segnano profondamente e che ti porti dietro per tutta la vita. Il venire a contatto con dei ragazzi di altre nazionalità, portoghesi e irlandesi, di un’altra cultura, che parlano una lingua differente dalla tua possono rappresentare i più grandi ostacoli che possano esistere fra 2 persone. Nonostante ciò siamo riusciti a legare e a conoscerci; infatti, al termine della settimana eravamo talmente uniti da non volerci separare. Siamo subito venuti in contatto, abbiamo superato quello scoglio che molti temono, della lingua e abbiamo imparato a conoscerci e a rispettarci l’un l’altro. La convivenza all’interno dell’ostello, lo sviluppo delle attività e la suddivisione nei gruppi di lavoro mi hanno inizialmente lasciato un po’ perplesso (soprattutto per la convivenza in ostello), una perplessità che è svanita, però, già dopo il primo giorno (anzi la prima notte), quando mi son reso conto della bellissima opportunità che avevo davanti a me: il poter vivere a contatto con persone estranee e con le quali potevo venire in contatto. Quandomi son reso conto delle bellissime persone che si trovavano di fronte ai miei occhi e con le quali avevo ben sette giorni da condividere. Ciò che però mi è dispiaciuto è stato che l’aspetto teatrale sia passato un po’ in secondo piano, poiché i primi giorni le attività sono state incentrate sul piano sociale (attività dovute alla presenza di ragazzi provenienti da situazioni familiari difficili). Nonostante questo posso affermare di essere rientrato in Italia più ricco e, di certo, contento di quando son partito! Matteo Pasquali

L’esperienza di Erasmus Plus a Coimbra è stata per me molto formativa dal punto di vista umano e artistico. Avrei preferito che il laboratorio teatrale fosse iniziato sin dai primi giorni e che ci fossero stati più esercizi sulla tecnica e la voce. La divisione in gruppi misti per la preparazione della performance ci ha permesso di affrontare temi come i limiti e i fallimenti che, personalmente, mi hanno fatto conoscere meglio me stessa attraverso un diverso modo di fare teatro, che fino a quel momento non avevo ancora sperimentato. È stata una settimana intensa e vissuta a 360 gradi, che mi ha dato la possibilità di conoscere la vita di gruppo e lo spirito di adattamento. Si è creato un bellissimo gruppo che va al di là delle differenze linguistiche e culturali e che porterò sempre nel mio cuore. Spero vivamente di ripetere l’esperienza il prossimo anno. Maria Chiara Rossi

L’esperienza in Portogallo è stata, secondo me, una delle esperienze più belle che io abbia mai vissuto. Iniziata con il difficile incontro con i ragazzi portoghesi e irlandesi, si è sviluppata in un modo che non mi sarei mai immaginato. L’inizio è stato difficile poiché c’era la difficoltà di incontrare persone nuove che parlavano una lingua diversa, e nel caso specifico dei portoghesi, anche con qualche difficoltà. Però l’accoglienza che ci è stata riservata è stata veramente meravigliosa, sia da parte degli insegnanti portoghesi, sia da parte degli insegnanti irlandesi. Per quanto riguarda l’alloggio, non ho nulla da dire, poiché le camere erano accoglienti nonostante dovessero fare spazio a 4 o addirittura più  persone. Le serate organizzate in compagnia degli altri ragazzi e degli altri insegnanti sono state sempre soddisfacenti, per quanto riguarda la compagnia e il cibo. L’unico argomento sul quale non mi sono trovato molto a mio agio è stato il cibo fornito dall’associazione, spesso di qualità scadente. Le attività compiute in questi giorni riguardavano gli argomenti più disparati, quali ad esempio la visita alla famosa università di Coimbra, la  visita ad una famosa startup ed infine attività teatrali in compagnia dei registi dei 3 paesi riguardanti sia l’ambito teatrale, sia quello sociale. Infatti il tipo di percorso svolto, nel caso dei registi irlandesi e portoghesi era per lo più un percorso emotivo, atto a migliorare le capacità di comprensione di certe situazioni. In conclusione vorrei dire che ho gradito moltissimo questa esperienza, poiché a livello personale mi ha lasciato un segno profondo in ambito emotivo. Quindi, se fosse possibile, sarei dispostissimo  a rifarla o magari a consigliarla ad altre persone. Simone Giano

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ,ma nell’avere nuovi occhi” Marcel Proust

Ognuno di noi, almeno una volta, ha provato l’emozione di svegliarsi presto la mattina per arrivare qualche mezz’ora prima del volo in aeroporto, salutare con abbracci affettuosi i parenti, correre verso l’imbarco perché in ogni caso si fa ritardo comunque, sopportare tutti i disagi di un aereo e poi di colpo trovarsi catapultati in una realtà parallela: gente, lingua, cibo, usanze e modi di fare completamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Ecco quel 3 settembre 2017 non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettasse, o meglio sapevo in linea di massima tutto ciò che ho appena descritto, d’altronde non era il mio primo viaggio, ma erano i miei primi occhi nuovi. Arrivati a Coimbra potevamo già notare tutte le sue bellezze e la stessa accoglienza è stata calorosissima, eravamo lì da poche ore ma si respirava aria di amicizia e complicità. Il giorno successivo dei volontari ci hanno gentilmente offerto un’immersione nel cuore della vera città universitaria. Antica e classica presenta moltissimi edifici storici e giardini meravigliosi.
Per noi attori alle prime armi lavorare a Oteatrao è stato un privilegio, le sale prova, i camerini, il palco scenico, sembrava quasi che fossimo delle star. I primi pianti sono arrivati dopo la nostra performance di presentazione in cui non eravamo 7 ragazzi separati ma uno solo,un solo cuore e un solo respiro. Le giornate successive le abbiamo trascorse a preparare le performance dei vari gruppi mischiati e a discutere molto su questioni di tipo sociale, un vero esercizio per la lingua! Le serate: italiana, portoghese e irlandese hanno contribuito, oltre a incrementare il rapporto tra noi ragazzi, a dimostrare la bellezza della diversità. Prima di questa avventura mi sarei definita una persona fredda e incapace di fidarsi di qualcuno, forse per le troppe delusioni, ora invece sono diversa. Tra il cibo, la lingua e l’alloggio ci voleva molto spirito di adattamento ma le persone che ho incontrato hanno saputo ascoltarmi e sostenermi nei momenti più difficili.

Spesso la paura del prossimo ci chiude mentalmente ma viaggiare dovrebbe aiutarci proprio in questo! Trovarsi in un luogo nuovo dove nessuno ti conosce offre la possibilità di ricominciare, di essere semplicemente se stessi, senza il pensiero di venire giudicati. Vivere 24 ore su 24 tutti insieme, noi così differenti, non solo ci ha aiutato ad aprire mente e cuore al prossimo, ma anche a noi stessi. Io dopo tanti anni ho ricominciato a vedere del buono nelle persone ed emozionarmi così tanto da piangere… piangere dalla felicità… piangere perché vuoi talmente bene a qualcuno che non riesci a lasciarlo. Il teatro può aprire davvero tante porte dal punto di vista umano in quanto ti obbliga in un certo senso a lavorare in gruppo, ascoltando anche i pareri degli altri accettando sempre varie critiche. Io in particolare ho lavorato in un gruppo abbastanza equilibrato seguito dai tutor Irlandesi e questo è stato molto interessante anche per scoprire metodi e tecniche nuove. Riconfermo quanto sia straordinario viaggiare e quante opportunità ti concede, ho ricominciato a provare emozioni fortissime con persone completamente estranee, ovviamente tutto ciò è possibile solo se resettiamo la nostra mente, liberando spazio per accogliere la diversità che altro non è che ricchezza!
Un giorno un mio professore mi citò Marcel Proust, prima di questa avventura non avevo ben capito cosa volesse dirmi… non rimaniamo mai chiusi nel nostro piccolo cerchio che ci circonda ma apriamoci perché il mondo è la migliore scuola che ci sia! Valentina Daluiso

 

Qui una galleria fotografica che racconta per immagini la settimana trascorsa in Portogallo.

 

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