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Incontrando Madame Bovary

Incontrando Madame Bovary

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Luciano Colavero – foto di Stefano Fraticelli

«Il consumismo, oltre a essere un’economia dell’eccesso e dello spreco, è anche un’economia dell’illusione. Esso fa leva sulla irrazionalità dei consumatori, non sulle loro previsioni informate e disincantate; punta a suscitare emozioni consumistiche, non a sviluppare la ragione». Utilizza queste parole il sociologo Zygmunt Bauman in Consumo, dunque sono, un libro che analizza nei dettagli le conseguenze di un fenomeno della nostra epoca, ossia quel consumismo che ha trasformato le nostre vite così come il nostro mercato, la società e i rapporti interpersonali.
Parte proprio da Bauman il regista Luciano Colavero che ha presentato, dopo una residenza di un mese al Teatro Mercantini di Ripatransone, Studio su Madame Bovary, inserito nel progetto più ampio Grandi Romanzi #1 il bovarismo.

Lo spettacolo, prodotto da Strutture Primarie in collaborazione con Fondazione Luigi Mercantini e realizzato nell’ambito di M.A.MAFondo di Mobilità degli Artisti Marchigiani, un progetto di Regione Marche e AMAT, non è ancora terminato, ma è in dirittura d’arrivo.
Dopo un primo studio avvenuto a maggio 2012 a Monza, in cui testo e musica si concentravano sulla ripetizione e sulla routine di una giovane esistenza, un secondo passaggio realizzato per il concorso Game – promosso dal Consorzio Marche Spettacolo nell’ambito del progetto Refresh ad Ancona, in cui si è classificato terzo – Studio su Madame Bovary dovrebbe vedere il suo compimento finale a ottobre 2013. Una gestazione lunga ma necessaria, visibile nell’accuratezza con cui il regista, e l’attrice che lo accompagna in questo percorso, la giovane e talentuosa Chiara Favero, si preoccupano non solo dei singoli elementi, che concorrono a costruire uno spettacolo teatrale, ma si premurano dei dettagli.

attrice e regista incontrano gli studenti – foto di Stefano Fraticelli

Soprattutto la cura che Luciano Colavero riversa nella sua opera, di cui è anche drammaturgo, si può notare ancor più nell’urgenza che lo ha spinto a confrontarsi con degli adolescenti. In collaborazione con la Fondazione Luigi Mercantini, che sostiene il teatro di Ripatransone ma anche il Liceo cittadino, sempre intitolato all’omonimo intellettuale risorgimentale, alcuni studenti del borgo ascolano hanno preso parte alla visione di questo Studio il 26 aprile. Si è consolidato così uno scambio virtuoso: i ragazzi si sono scontrati per la prima volta con il fare teatrale, con l’artigianalità della costruzione, entrando dentro un percorso artistico – e lavorativo, aspetto questo che oggi viene considerato sempre meno –, comprendendone le varie sfaccettature, ma anche sviluppando un contatto con una diversa forma linguistica e narrativa; allo stesso tempo il regista e la protagonista in scena si sono potuti confrontare con un pubblico scelto, ricevendo feedback sul lavoro svolto, aggiustando le linee di comprensione e interpretazione di uno spettacolo che affronta tematiche molto vicine al mondo adolescenziale di oggi, rivolto sempre più al voler apparire nella società fluida del consumo globale.

Accogliendoli nel foyer del teatro, Colavero ha invitato i giovani del Liceo Mercantini a osservare e vivere con attenzione la pièce: «non esitate a segnarvi delle immagini che più vi colpiscono, salvate con la mente delle frasi che volentieri mettereste come status di Facebook; ma notate anche se ci sono punti in cui vi annoiate». E così hanno fatto i ragazzi che subito dopo aver visto lo spettacolo hanno preso parola, raccontato le emozioni vissute, regalando all’attrice e al regista le loro sensazioni. Dopo aver fatto grandi complimenti alla Favero che, sola in scena, interpreta, in un lungo monologo, una Madame Bovary nevrotica, instabile e vanitosa, tutta dedita alle apparenze e allo shopping compulsivo, gli studenti hanno analizzato nel profondo le tematiche che questo testo affronta: l’importanza estetica, i desideri irrealizzabili, la voglia di avere e di essere ciò che non si ha e che non si è; ma, su tutti, l’idea che «se sei te stesso, non sei nessuno». Spinti dalla curiosità e da una grande voglia di sapere, gli studenti del Liceo Mercantini hanno riversato domande su domande a Colavero e Favero che sul palco hanno risposto e a loro volta chiesto, instaurando un dialogo vivace che è andato quasi a destrutturare uno spettacolo in tutte le sue parti, dalle scelte registiche all’utilizzo delle luci, della scenografia e delle musiche.

Dopo questo incontro accrescitivo e una riflessione sulla società in cui viviamo, gli studenti sono tornati sui loro banchi con una piccola lezione di vita in tasca e tanta voglia di vedere lo spettacolo nella sua versione conclusiva nel prossimo autunno.

Carlotta Tringali

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