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Monica Guerritore presenta “Qualcosa rimane”

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un momento della conferenza stampa
un momento della conferenza stampa

Monica Guerritore rappresenta un’attrice-faro nell’arte della scena. Le sue grandi interpretazioni hanno aggiunto uno spessore importante ai testi e alle parole a cui ha dato voce, emozione, anima. C’è chi la ricorda nella magnetica solitudine con cui ha offerto al pubblico i versi di Leopardi e chi, come il direttore dell’AMAT, descrive la sua vita artistica come un penetrante viaggio per meglio comprendere l’importanza del teatro.

La Guerritore è tornata nelle Marche per una nuova sfida, portando in scena Qualcosa rimane, un testo torbido e contemporaneo scritto da Donald Margulies e con cui ha debuttato in prima nazionale a Urbino al Teatro Sanzio il 6 febbraio. Alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo hanno partecipato, oltre la Guerritore, anche Alice Spisa – la giovane attrice recentemente insignita con il Premio Ubu che accompagna la Guerritore in scena –, il produttore dello spettacolo Francesco Pisani e il professor Roberto Danese, occhio esterno delle prove di allestimento che hanno trasformato il Teatro di Urbino in una vera e propria casa accogliente.

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Il premio Pulitzer Donald Margulies narra in questo testo del rapporto tra Ruth Steiner (nome che rimanda a Rimbaud, come sottolinea la Guerritore), insegnante e apprezzata scrittrice, e Lisa Morrison, sua allieva che si accinge a scrivere un romanzo basato sulla relazione tra Ruth e il poeta della beat generation Delmore Schwartz. Proprio quest’ultima relazione ha reso piena di significato la vita di Ruth passata in esilio, nel ricordo di quest’uomo che, al contrario di Ruth e Lisa che sono personaggi inventati, è realmente esistito (seppur poco conosciuto).

qualcosa rimaneMonica Guerritore spiega i dettagli di una drammaturgia che racconta dell’incontro tra le due donne, tra due generazioni e quindi tra diverse strutture mentali; è il confronto di due mondi che combattono tra loro ogni giorno. La giovane Lisa – interpretata da Alice Spisa – vuole avvicinarsi al talento di Ruth ma lo fa in maniera avida: il rapporto diventa così trasfigurato e tradito, su cui si riflette il giudizio morale e politico dell’autore Margulies che accusa con la sua penna il vizio diffusissimo di oggi del “copia-incolla”. Lo spettacolo è un vero ribaltamento della filosofia Beat: non vi è tempo di lavorare e quindi Lisa ruba la vita a Ruth e la commercializza con un atteggiamento immorale e superficiale; la giovane Lisa non solo tradisce la sua maestra, ma tradisce la sua stessa vocazione.

Nel parlare del rapporto che si è creato in scena, la Guerritore spiega come sia stato stimolante avere come compagna Alice Spisa perfetta per il ruolo perché giovane, forte e aggressiva. Ed è la stessa attrice a dire come il suo personaggio sia complesso e articolato e come per la sua insita ambiguità riesca ad arrivare al pubblico.

Lo spettacolo, dopo Urbino, sarà in scena a Camerino il 12 marzo e a Osimo il 13 marzo.

Al minuto 14′ 26” di questo video della Rai trovate l’intervista a Monica Guerritore.

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