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Ripensare le rovine: Fabriano e il progetto europeo Bando à Parte

Ripensare le rovine: Fabriano e il progetto europeo Bando à Parte

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Sette ragazzi del Liceo Scientifico Volterra di Fabriano hanno partecipato a un laboratorio teatrale curato da Lorenzo Bastianelli di Teatro Sovversivo per riflettere sui cambiamenti sociali ed economici della loro città, con lo scopo di indagare e ripensare il territorio in cui vivono come spazio di trasformazione e rinnovamento per il futuro. Alcuni di loro, dal 28 giugno al 3 luglio, prenderanno parte a un seminario internazionale a Coimbra per il Progetto Europeo “Bando à Parte” nell’ambito del programma Youth in Action – di cui l’Amat è partner – incontrandosi con altri ragazzi provenienti dal Theatermijn/Olanda, DSCHUNGEL WIEN Theaterhaus für junges Publikum/Austria, Hetpaleis/Belgio e ovviamente dallo stesso Portogallo che è capofila del progetto con O Teatrão. L’attività rientra anche in Gentile con noi – esperienze di comunità a teatro a cura del Comune di Fabriano e Amat.

Durante ME/tamorfosi, questo il titolo del laboratorio, i ragazzi (Claudia Angeletti, Gianmarco Angeletti, Lorenzo Farinelli, Benedetta Pedica, Benedetta Perini, Letizia Santoni e Chiara Zamparini)  hanno cercato di definire che cosa per loro fosse la “rovina” attraverso la scrittura creativa, associando un’immagine al termine stesso. Nel confronto tra loro è emerso che la rovina è riconoscibile nei tanti negozi del centro di Fabriano ora in vendita o in affitto a causa della chiusura di diverse attività commerciali. Sono quindi andati a visitare i tanti spazi vuoti del centro e hanno intervistato molte persone in giro per la città, chiedendo i motivi che hanno portato quei luoghi a essere vuoti; inoltre hanno chiesto ai passanti che cosa possono fare i giovani per rimediare al problema e alla crisi.

I ragazzi hanno provato a rispondere alle stesse domande e hanno creato una performance aperta al pubblico proprio all’interno di uno di questi spazi vuoti in vendita. La performance è stato il frutto del lavoro di squadra, nato da discussioni, prove, domande e interviste: i giovani hanno mostrato dapprima come la frenesia abbia spinto gli uomini a concentrarsi sull’iper-produttività, rifiutando di aiutarsi a vicenda. Solo facendosi coraggio, facendo rete e partecipando alla vita sociale e politica della città i giovani possono aiutare la ricostruzione della città: nella performance dopo un simbolico funerale della città i ragazzi hanno ricostruito tutto ciò che era andato perduto con un nuovo spirito e un nuovo modo comunitario e solidale di ripensare la società.

 

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