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Marche Palcoscenico Aperto alla prova dei pubblici: per una ridefinizione della spettatorialità da remoto

Nell’osservare il modo in cui gli artisti di Marche Palcoscenico Aperto. Il festival del teatro senza teatri si sono confrontati con il digitale è necessario, data la stretta connessione implicata da questa relazione, analizzare oltre ai formati messi in campo anche le differenti modalità di fruizione che sono state innescate dalle molteplici iniziative. Se infatti lo spazio digitale va inteso come spazio di sperimentazione performativa, spostando quindi l’attenzione sulle caratteristiche dei formati, nello stesso modo va inteso anche come spazio di nuove forme di relazioni e nuove esperienze spettatoriali.

Le arti performative marchigiane alla prova di MPA: nuovi formati digitali per nuove modalità di interazione da remoto

Il progetto Marche Palcoscenico Aperto ha fatto emergere come sia in costante mutamento la relazione tra le performing art e i nuovi spazi configurati dalle tecnologie digitali. In questi mesi gli artisti hanno attraversato l’online come luogo in cui dare forma a visioni drammaturgiche o coreografiche, come scena e platea dove incontrare gli spettatori. Il confronto diretto con i quarantuno artisti che hanno partecipato ai focus group, ha permesso di mappare i formati che sono stati sviluppati e alcune delle loro caratteristiche - dalla transmedialità e all’immersività, dalla crossmedialità all’interattività e alla partecipazione.

Marche Palcoscenico Aperto. Il festival del teatro senza teatri: nuove sfide per il settore dello spettacolo dal vivo marchigiano

Con questo contributo inauguriamo una serie di articoli che per alcune settimane, ogni mercoledì, verranno pubblicati su questo blog e proveranno a depositare qualche traccia di riflessione attorno al progetto Marche Palcoscenico Aperto. Il festival del teatro senza teatri che si è da poco concluso dopo quattro mesi di intensa programmazione che si è diffusa attraverso molteplici piattaforme.