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Chi è IsaDora? Un’intervista per conoscere meglio la prima residenza artistica digitale su TikTok

Chi è IsaDora? Un’intervista per conoscere meglio la prima residenza artistica digitale su TikTok

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Il primo luglio è iniziata la prima fase della residenza artistica digitale di IsaDora – The TikTok Dance Project, a cura di quattro professionisti quali Isabella Brogi, Giselda Ranieri, Simone Pacini, Elisa Sirianni; il progetto è tra quelli selezionati dal bando Residenze Digitali, proposto da AMAT – circuito marchigiano di teatro, musica, danza e circo “titolare di residenza” riconosciuto da Regione Marche e MIBACT – insieme al Centro di Residenza della Toscana Armunia – CapoTrave/Kilowatt che ne è il promotore, la Cooperativa Anghiari Dance HubATCL per Spazio Rossellini in collaborazione con Regione MarcheRegione Toscana, Regione LazioMiBACT e alcuni Comuni del territorio.

La call del bando per le Residenze Digitali ha invitato la comunità artistica a esplorare le possibilità creative del digitale in un momento in cui l’attività del teatro si è repentinamente trasferita sul web e con esiti che spesso non hanno tenuto conto del contesto in cui si andava a intervenire. L’acceso dibattito che ne è seguito ha ruotato ora attorno al paragone con il teatro in tv, mezzo diverso dal web e dai social, ora alla domanda “teatro in streaming sì o teatro in streaming no” tralasciando spesso il punto più importante del discorso: come intervenire efficacemente sul web? Il bando ha posto l’accento su questa domanda e insieme a Isadora sono risultate convincenti le risposte di Agrupación Señor Serrano (Barcellona) con PrometheusNicola Galli con Genoma scenico | dispositivo digitaleEnchiridion con Shakespeare Showdown/ Romeo & Juliet e Umanesimo Artificiale/Joana Chicau e Jonathan ReusIlloco Teatro con il progetto K.

Ma cosa prevede nello specifico IsaDora – The TikTok Dance Project? Giselda Ranieri, danzatrice di formazione classica e contemporanea, interprete per Roberto Castello/ALDES, che ha fatto della composizione istantanea il suo tratto distintivo, ha creato dall’indirizzo www.tiktok.com/@isadora.danceme una web performance interattiva basata sull’”improvvisazione”, con la volontà di dar corpo alle coreografie degli adolescenti a partire da un processo partecipativo, ispirato alla didattica a distanza, rifacendosi alle origini del progetto TikTok. Simone Pacini, docente per IED e Università La Sapienza di Roma, specializzato in “social media storytelling” e esperto di fruizione digitale, nel contempo ha aperto un gruppo facebook chiamato Il foyer di IsaDora in cui condivide le analisi delle potenzialità che questa piattaforma può avere in ambito culturale, per poi cercare, in una seconda fase di residenza, l’engagement di alcuni adolescenti da accogliere nel progetto. Per scoprire come si sta svolgendo la residenza artistica digitale abbiamo rivolto alcune domande ai quattro curatori del progetto Isabella Brogi, Giselda Ranieri, Simone Pacini, Elisa Sirianni.

@isadora.danceme

D’you wanna dance with me? #facedancechallenge#dancechallenge #face #dance #choreography #tiktokdance#imparacontiktok #effettivocali

♬ suono originale – isadora.danceme

Chi è IsaDora?

Elisa Sirianni: Isadora è un personaggio, interpretato da Giselda Ranieri, di cui stiamo scoprendo la personalità durante la residenza: non parte da una scrittura, cresce e si modifica anche attraverso quello che accade in platea ma qui la platea è la rete. È un lavoro che si basa sull’improvvisazione quindi Isadora può anche essere tanti personaggi quanti sono i video che Giselda produrrà per TikTok.
Isadora è anche il tentativo di trasformare due limiti, in particolare, in altrettante possibilità: la rete, anche intesa come distanza, in una vicinanza, in alleata del teatro invece che ostacolo e la sospensione delle attività di lavoro in un nuovo progetto. Siamo ovviamente convinti che il teatro sia possibile solo dal vivo perché il teatro è relazione e una relazione in assenza di corpi è zoppa. Ma esistono forme di dialogo gratificanti e utili anche a distanza fisica e ci è parso interessante indagarle sia su un piano artistico che sul piano della promozione e comunicazione dello spettacolo dal vivo. Una delle idee è infatti quella di rivolgerci a nuovi potenziali spettatori, in un ambiente inesplorato da questo punto di vista e ultra pop come TikTok. Internet ha anche consentito a quattro persone che vivono in quattro città diverse (io, Simone, Isabella e Giselda) di sviluppare questo progetto, ha consentito ai teatranti di mantenere un legame con il pubblico, questione a mio parere fondamentale tanto per i teatranti quanto per il pubblico perché sottolinea il valore del far parte di una comunità e la comunità in tempi di crisi è un gran paracadute. Insomma, se fossimo abbastanza bravi da sfruttare la rete e i social invece che farci solo sfruttare (proprio in questi giorni si è alzato il livello di allarme sulla sofisticatezza con cui TikTok, più di altri social network, registra i dati biometrici dell’utenza) faremmo qualcosa di buono per le nostre esistenze offline. Il secondo limite potremmo chiamarlo anche jella: il gruppo di lavoro composto da me, Simone Pacini e Isabella Brogi si è riunito con l’idea di ragionare su potenziali livelli di collaborazione all’inizio dell’anno e subito dopo è arrivata una pandemia. Fossimo scaramantici non sarebbe stato incoraggiante, diciamo così ma non lo siamo e soprattutto questo ha significato avere a disposizione più tempo per lavorare insieme e vedere cosa poteva uscirne. Ci siamo divertiti, abbiamo tenuto aperta una finestra sul mondo mentre quasi tutto era chiuso e fermo. Io e Simone, nel frattempo, abbiamo anche messo a punto e lanciato un percorso formativo online con la fattiditeatro academy. Insomma, al di là della gioia dell’aver vinto il primo bando fatto insieme e dei singoli progetti che si possono realizzare o non realizzare, poter continuare a frequentare una dimensione “costruttiva” (non uso “lavorativa” appositamente), magari con persone con cui riesci a condividere e ad arricchire la tua visione, mi pare positivo, soprattutto se la sospensione che vivi è forzata, non è una vacanza e se quindi si porta indietro varie incertezze e paure fra cui quella economica non è per forza la più rilevante. Esercitarsi all’immobilità è sacrosanto e personalmente non mi mette particolarmente a disagio ma ho sentito anche una certa retorica attorno a questa questione. Credo che questo bando dedicato alle Residenze Digitali sia stato doppiamente virtuoso perché ha immesso qualche economia in un settore più in difficoltà di altri e soprattutto perché ha incoraggiato a ragionare insieme sul presente, che è quello che una comunità può e deve fare, appunto.
E infine il nome, Isadora, che abbiamo pensato guardando a Isadora Duncan, donna emancipata e  danzatrice rivoluzionaria che aveva già ispirato i creatori di un pionieristico e pluripremiato software che consente il controllo umano dei media digitali, appunto. Un nome di donna perfetto per questo progetto.

@isadora.danceme

Let’s start! #face#facedancechallenge #dancechallenge #tiktokdance #dance #choreography #imparacontiktok

♬ Level Up – Ciara

Il progetto coinvolge quattro professionalità molto differenti: potete raccontarci brevemente come si struttura il vostro dialogo per IsaDora The Tik Tok Dance Project?

Isabella Brogi: In realtà tutti noi siamo professionisti poliedrici, non così diversi come un primo approccio potrebbe suggerire, abbiamo trovato una linea comune di pensiero fin da subito, come se l’idea fosse già nell’aria. A tutti è piaciuta la follia di immaginare TikTok come un campo di sperimentazione e ricerca per creare un dialogo con i giovanissimi, un dialogo non imposto e giocoso.
Essendo solidi sull’idea di partenza, ci siamo mossi con molta autonomia e fiducia all’interno del progetto e siamo curiosi di scoprirne le evoluzioni.

State svolgendo una residenza digitale: quali sono i vostri obiettivi? La sfida più grande?

Isabella Brogi: La sfida che abbiamo pensato è la stessa sfida che ogni artista dovrebbe affrontare indipendentemente dal mezzo che utilizza per raccontarsi. Immaginare un’altra modalità possibile di esistere, creare un linguaggio che ci trasporti in una realtà finalmente armonica, bella e vitale. Trasportare l’arte contemporanea in una piattaforma inedita a questo contenuto, potrebbe anche non funzionare; in quel caso potremmo raccontare il nostro fallimento, sarebbe comunque una ricerca interessante.

@isadora.danceme

Try this! 😜Keep… and drop! #isadoradanceme#dancechallenge #imparacontiktok #choreography #facedancechallenge #dance #facedance #believeitornot

♬ I Believe I Can Fly – The Band

La danza professionale e la piattaforma di intrattenimento TikTok: come possono interagire questi due mondi?

Giselda Ranieri: Prevale il ballo spontaneo ovviamente ma esistono alcune esperienze di danza professionale su TikTok, che si muovono con varie modalità: i video #challange (dove ci si sfida giocosamente a cimentarsi in una stessa coreografia) o #imparacontiktok dove si trovano una serie di tutorial su coreografie da seguire spesso spiegate in modo dettagliato. La mia sfida personale segue una strada che non mi pare sia già stata battuta: dal copycat, l’imitazione pedissequa, all’interpretazione di una coreografia a partire da patterns fissati. Quindi, spingere l’acceleratore sulla creatività già espressa dagli utenti sulla piattaforma per uscire dai canoni della “norma” dove per norma intendo un trend da seguire o un passo da eseguire. Credo che danza contemporanea professionale possa acquisire leggerezza e TikTok una varietà di approccio.

CALL TO ACTION #1: in una frase ditemi perché un Tiktoker dovrebbe seguire IsaDora

Giselda Ranieri: Per curiosità e voglia di nuovo: IsaDora è divertente, scanzonata e fuori dai canoni

Simone Pacini: Perché la danza contemporanea può metterti in crisi, e solo con le crisi si migliora!

CALL TO ACTION #2: in una frase ditemi perché chi non segue la piattaforma TikTok dovrebbe iniziare a seguirla con IsaDora

Simone Pacini: Perché TikTok non è Twitter: qui non si segue, si agisce! Fatti ispirare dai video di IsaDora e pubblica il tuo #isadoradanceme!

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