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I pensieri degli studenti su Panorama di Motus

I pensieri degli studenti su Panorama di Motus

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C’è fame di teatro contemporaneo nelle Marche. Lo dimostra la voglia degli studenti del Liceo Classico Stelluti e del Liceo Scientifico Marconi di Fabriano che sono saliti su un autobus per raggiungere Pesaro e assistere allo spettacolo Panoramadi Motus, andato in scena il 21 febbraio 2019 (per replicare poi al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno il 23 febbraio) per la XV edizione di TeatrOltre, la rassegna con le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei promosso da AMAT, Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dai comuni di Pesaro, Urbino, Mondavio e San Costanzo con il contributo di Regione Marche e MiBAC.

Come un vero e proprio viaggio di istruzione, i ragazzi hanno aderito a questa occasione speciale di “teatro in trasferta”: prima di vedere lo spettacolo hanno incontrato la compagnia al completo e rivolto loro domande, curiosità (qui sopra alcune foto dell’incontro). Sono stati molto attirati dagli attori provenienti da New York, dalle loro storie e dalla loro passione per il teatro. Gli stessi ideatori e registi di Panorama, Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, hanno invece raccontato anche la genesi della compagnia Motus, sottolineando l’entusiasmo per la scoperta e la curiosità di incontrare l’altro, lo straniero, attraverso l’arte. Il teatro di Motus elimina le barriere e supera i confini delle possibilità non solo artistiche ma anche umane. Gli studenti sono rimasti molto colpiti da Panorama; alcuni ragazzi del Liceo Classico hanno deciso di condividere con noi delle loro riflessioni che pubblichiamo qui sotto.

PANORAMA è una parola di origine greca formata dalla radice del verbo “vedere” e dalla parola “tutto” e sulla possibilità di “vedere il più possibile”, di intraprendere nuove avventure esistenziali Altrove, senza barriere o limiti all’orizzonte delle opportunità, è incentrato il progetto. È una biografia plurale e visionaria del gruppo interetnico di performers del mitico teatro dell’East Village newyorkese, fondato da Ellen Stewart, scaturita da lunghe interviste e ricerche nel background degli attori/attrici della compagnia: molti si sono spostati da altre città e continenti per realizzare il proprio progetto artistico a New York… Con il supporto del drammaturgo Erik Ehn – e un elaborato dispositivo visuale sviluppato al Seoul Institute of the Arts – Motus delinea nuovi panorami esistenziali, dove il nomadismo diventa una proprietà intrinseca dell’esistere (e dell’essere artista), mettendo a dura prova ogni tentativo di fissare irrevocabilmente persone, nazionalità, etnie, professioni in categorie gerarchiche e immutabili. È una ulteriore tappa del percorso inaugurato da MDLSX (anche questo ospitato nei teatri marchigiani e nell’ambito di precedenti edizioni di TeatrOltre) in cui si rivendica il diritto alla non appartenenza, alla libertà di transitare da un genere all’altro, da una forma di vita all’altra – senza barriere – abbattendo ogni tipo di pregiudizio: Rosi Braidotti scrive di “appartenenza aperta alle Molteplicità” proponendo un’identità post-nazionalistica per tutte le popolazioni del mondo, fondata sul concetto di identità fluida e identità nomade. Panorama scava nel cuore di questa urgenza politica con un formato narrativo “post-documentario”, che attinge all’esperienza dell’essere attore (e straniero) in una società frantumata dal Trumpismo come quella americana, per esplodere in una caleidoscopica performance sull’umano diritto all’essere in movimento.

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