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Souvenir in allestimento al Teatro Gentile di Fabriano

Souvenir in allestimento al Teatro Gentile di Fabriano

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Non è importante che l’arte corrisponda a rigidi canoni classici, la passione, se brutalmente sincera, trasforma in capolavoro anche una disastrosa esibizione. Parte da questo concetto Souvenir. La fantasiosa vita di Florence Foster Jenkins, spettacolo che debutta in prima assoluta sabato 22 febbraio al Teatro Gentile di Fabriano al termine di una residenza di allestimento. Prodotto da Pierfrancesco PisaniIsabella Borettini per Infinito Teatro, in co-produzione con Argot Produzioni, Souvenir di Stephen Temperley, traduzione di Edoardo Erba, è una commedia in musica per due attori: Francesca Reggiani e Massimo Olcese, accompagnati dal pianista Francesco Leineri, e diretti da Roberto Tarasco.

Ispirata alla vera Florence Foster Jenkins, la pièce racconta della ricca signora dell’alta società newyorkese, anima di un circolo di amanti di bel canto, che nel 1944 si esibisce al Carnegie Hall, ossia la più importante sala da concerto classica di New York. Un concerto così atteso che i biglietti vennero esauriti con settimane di anticipo. La cosa interessante e che rende questa storia straordinaria è data dal fatto che Florence era famosa per la completa mancanza di doti canore: il senso del ritmo le era totalmente estraneo e concepiva intonazioni assolutamente bizzarre. Una donna così coraggiosa e appassionata che ha convinto Francesca Reggiani ad interpretarla per far arrivare al pubblico un racconto divertente, leggero e molto attuale. Come ha spiegato in conferenza stampa al Ridotto del Teatro Gentile davanti a pubblico e giornalisti, oggi sono molte le persone che credono di avere delle qualità incredibili mentre in realtà non ne possiedono alcuna; e proprio per questo fioccano i programmi televisivi come Tu si que vales o la più classica Corrida in cui viene stimolato il voyerismo della miseria. Come ha poi sottolineato Massimiliano Olcese, che la affianca in questo spettacolo in qualità di narratore della commedia, la protagonista è talmente convinta di quello che fa, ossia di avere delle qualità canore invidiabili, che forse è un involontario genio: ancora oggi si contano dei suoi fanclub. Anche il giovane pianista Francesco Leineri, che accompagna i due attori in scena, ammette il suo innamoramento per questo folle personaggio e per la sua imperfezione: dietro quest’ultima si nasconde della meraviglia. A guidare gli attori in una regia pulita, moderna e asciutta la sapiente mano di Roberto Tarasco che ha puntualizzato come questa storia abbia delle similitudini con un’altra vicenda a lui cara e che ha segnato nel tempo il Teatro Settimo da cui proviene, ossia Novecento di Alessandro Baricco. Se però Novecento era un monologo, qui la traduzione e l’adattamento curati da Edoardo Erba intrecciano acutamente dei dialoghi tra pianista, Florence e narratore facendo trapelare una vicenda incredibile che raggiunge dei traguardi inimmaginabili dovuti alla convinzione e alla passione della signora Jenkins.

La conferenza si è conclusa con un grande ringraziamento alla città di Fabriano per l’ospitalità e vivissimi complimenti al Teatro Gentile: un luogo bellissimo, curato e tenuto in vita grazie all’amministrazione comunale e Amat.

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