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Da Nuove Traiettorie XL alla residenza a Pesaro: intervista a Cecilia Ventriglia

Da Nuove Traiettorie XL alla residenza a Pesaro: intervista a Cecilia Ventriglia

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La Chiesa della Maddalena di Pesaro è un suggestivo spazio che ospita, ormai da qualche anno, artisti dello spettacolo dal vivo che lavorano alle loro nuove creazioni. Nell’ambito del progetto Marche Casa del Teatro. Residenze d’artista e in collaborazione con HangartFest, questo luogo continua a farsi catalizzatore di arte e bellezza, accogliendo residenze di giovani coreografi e danzatori, grazie al Comune di Pesaro e AMAT con il sostegno di Regione Marche e MiBACT, che hanno fatto parte dell’edizione 2020 di Nuove Traiettorie XL, azione formativa del Network Anticorpi XL di cui AMAT è partner per le Marche.

Nuove Traiettorie XL è un percorso formativo che si rivolge a giovani autrici e autori agli esordi del loro percorso autoriale selezionati dai propri referenti regionali – partner del Network – tra i candidati e le candidate alla Vetrina della giovane danza d’autore che si distinguono per il loro potenziale creativo. L’azione si concretizza nell’offerta di borse di studio per la partecipazione a un programma di incontri teorici, pratici e a momenti di confronto e scambio con docenti, tutor, artisti e artiste finalizzati alla comprensione delle dinamiche complesse del sistema danza, vagliando tutti gli aspetti della creazione, dalla drammaturgia alla comunicazione e diffusione, e volti a stimolare riflessioni e analisi sull’atto creativo, al fine di supportare la crescita personale e artistica dei/delle partecipanti.

A fine febbraio 2021 la Chiesa della Maddalena ha ospitato la coreografa Cecilia Ventriglia che ha lavorato al primo studio di Anonimo ascolano, nato con l’idea di esplorare la creazione coreografica a partire da un oggetto. Un progetto in divenire di Cecilia Ventriglia, creazione coreografica di Cecilia Ventriglia, cura e visione scenografica di Davide Calvaresi, lighting design Pietro Cardarelli, realizzato con il sostegno di Ritratti d’artista – Ascoli Piceno. Le abbiamo fatto qualche domanda per saperne di più.

Cecilia, prova a presentarti in una frase
Cecilia ci prova….ci sta provando, ma non è in grado di presentarsi con una frase.

…Ne sei proprio sicura?
Mi chiamo Cecilia mi occupo di danza, sono una persona che procede lentamente e con ironia!

Chi sono i tuoi compagni di viaggio di questo progetto?
Sono due splendide persone a livello umano e artistico: il regista Davide Calvaresi e il lighting e visual artist Pietro Cardarelli.

Parlaci del progetto Anonimo Ascolano. Come nasce e qual è il tema affrontato?
Il progetto nasce a partire dal mio ritorno a vivere nella mia città natale Ascoli Piceno e dal desiderio di creare un gruppo di lavoro con artisti del territorio che sentivo affini. Così insieme a Davide ci siamo messi in sala con l’idea di esplorare un interesse comune che era la relazione performer – oggetto. Nel giro di poco tempo dal primo oggetto, costituito da quattro cantinelle collegate tra loro, siamo passati all’interazione con un pupazzo di forma umana poi connotato al punto da divenire un simbolo inequivocabile. Ci siamo interrogati sulle potenzialità di movimento che tale oggetto poteva avere; ogni postura, azione e dialogo con la scena assumevano un valore completamente diverso. In modo direi piuttosto naturale il focus della nostra sperimentazione che partiva da una modalità artigianale, dal tocco della materia tangibile, si è spostato su un piano impalpabile e legato al mistero dell’esistenza.

Come mai questo titolo?
Stiamo pensando la nostra creazione come costituita da diversi quadri che un artista, sulla scena in controluce, mostra al pubblico; ci piace pensare che lui sia l’ANONIMO, ed è ASCOLANO per ovvi motivi… visto che in questa produzione siamo un collettivo di ascolani.

Puoi regalarci una foto rappresentativa del lavoro (ad oggi, dopo questo primo studio)?
Ti mostro questa foto fatta durante le prove da Pietro Cardarelli.

Quali aspetti avete indagato durante la residenza alla Chiesa della Maddalena?
A distanza di un anno dalle ultime prove avevamo innanzitutto la necessità di ripercorre il materiale creato che già ci convinceva molto e di nutrirlo lavorando sull’affinare la qualità in termini di definizione di azioni, uso dello spazio, tempo e suono. Ci siamo poi concentrati anche sull’individuazione di un dispositivo luminoso ad hoc avvalendoci della professionalità di Pietro Cardarelli che aveva seguito le nostre prove lo scorso anno. Abbiamo trovato così anche una definizione tecnica del lavoro che ci consentirà una certa libertà nel proporre la performance in luoghi extra teatrali: ANONIMO ASCOLANO potrà andare nei musei, in antichi palazzi, chiostri, negli appartamenti… forse negli appartamenti no, ma insomma vivendo di luce propria (letteralmente e non solo) potrà trovare ospitalità varie.

Quali le difficoltà?
Il processo creativo è nato da un approccio al lavoro che definisco artigianale, cioè senza un pensiero intellettuale alla base ma di pura applicazione pratica, fisica, materiale (la creazione di oggetti e la loro manipolazione). Eppure questo ci ha permesso nel tempo di dare forma non solo all’oggetto ma anche ai nostri pensieri, ci ha permesso di sostare su alcune questioni, di entrarci dentro, di approfondire. Ci siamo trovati tra le mani un simbolo delicato e complesso e sta qui la difficoltà, la fragilità di cui dobbiamo prenderci cura ora.

Quali le scoperte fin qui?
Personalmente scopro o riscopro l’importanza della ricerca del gesto unico, quell’atto, azione, immagine che racchiude tutto. Il valore del togliere più che dell’aggiungere.

Cosa rappresenta per te il progetto Nuove Traiettorie XL?
Rappresenta un’opportunità per tutti gli autori che non hanno ancora trovato la giusta via per farsi conoscere e di conseguenza sostenere con fiducia dagli operatori. Mi auguro che lo sprone arrivato con NUOVE TRAIETTORIE XL si declini per tutti noi autori indipendenti in significative possibilità di circuitazione.

La tua residenza in tre parole.
Vitalità, luce, mistero.

 

*il disegno in copertina è stato realizzato da Davide Calvaresi

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